Come si costruisce una quota ?

Una quota è l’espressione decimale della percentuale che un determinato evento possa realizzarsi. Ad esempio, se lanciamo una monetina, nel più classico dei testa o croce, la probabilità è del 50% su un faccia a 50% sull’altra. Tradotto in quote, 100 (il totale delle probabilità) diviso la probabilità ad esempio che esca testa (50) ci da il risultato di 2. Quindi in un mercato perfetto senza allibramento, testa avrebbe quota 2.00 e croce quota 2.00. Lo stesso avviene per le scommesse sportive dove il banco prevede la percentuale che si realizzi (se parliamo di calcio) il segno 1,x oppure 2.

Ovviamente nel mercato delle scommesse il banco si crea un margine di guadagno, indipendentemente dall’esito della partita. Prendendo ancora l’esempio del lancio della moneta quindi, il bookmakers bancherà i due segnI ad esempio a 1,90 e 1,90. Se calcoliamo ora la probabilità con queste quote (100/quota) scopriamo che hanno entrambe il 52,63% di realizzarsi, il che significa una probabilità totale del 105,26. Quel 5,26% è il margine di guadagno del banco.

Per fare un esempio pratico, esaminiamo ora un match di Serie A prendendo le quote 1X2 di uno dei più famosi bookmakers italiani in circolazione: Fiorentina-Milan quote 1X2 (3,40 – 3,35 – 2,15). Per ottenere la percentuale rappresentata da ogni singola quota ci basterà dividere 100 per la quota stessa (esempio 100/3,40). Otterremo Fiorentina-Milan percentuale 1X2 (29,41% – 29,85% – 46,51%) per un totale di 105,77%. In questo caso la lavagna (o allibramento), quindi il vantaggio matematico del bookmakers qualora i volumi di gioco siano egualmente distribuiti sui 3 segni è del 5,77%.